E’ dall’inizio dell’anno che ho in mente di fare il giro del mondo.

L’idea di partire con lo zaino in spalla e scoprire quello che finora ho visto in una cartolina è il mio sogno nel cassetto.

Chi mi conosce sa quanto io sia appassionata di viaggi e non a caso, la mia “to do list” è davvero lunga.

Negli ultimi mesi, invece di guardare i soliti programmi offerti dalla televisione, ho cercato in internet film di storie vere, di viaggiatori e persone che hanno vissuto storie esperienze straordinarie.

Sarà che ultimamente anch’io sono alla ricerca di un’ispirazione, di un qualcosa che mi illumini e che mi motivi ad andare avanti con questo progetto.

Lo stesso succede con i libri.

Dopo aver letto L’orizzonte ogni giorno un po’ più in là di Claudio Pelizzeni, ho comprato su Amazon il libro di un altro ragazzo che ha fatto il giro del mondo con un biglietto Round the World. Sto parlando di Francesco Grandis e del sul libro intitolato Sulla strada giusta.

Devo ammettere che quando l’ho comprato non avevo molte aspettative.

Pensavo fosse uno di quei libri che si limitava a narrare le storie che ha vissuto viaggiando in giro per il mondo. Invece, per fortuna, il libro di Francesco Grandis mi ha a dir poco sorpresa.

L’autore parla dei suoi viaggi come un’esperienza di vita e del percorso che ha fatto per ottenere la libertà e la felicità.

Gli episodi che narra li associa sempre ad una lezione di vita che ha imparato, riportando nero su bianco le sue paure, i suoi pensieri e i suoi piani di vita.

Il libro Sulla strada giusta mi ha illuminata in questo cammino che sto intraprendendo verso la libertà, portando con me mille dubbi e perplessità.

Dubbi che mi assalgono come tutti coloro che sono stufi della loro vita e che vorrebbero cambiarla.

Paure che offuscano la vita fin dall’inizio del nostro cammino, che ci paralizzano e ci impediscono di abbracciare il cambiamento.

Riflessioni che mettono in dubbio tutto quello che abbiamo imparato e che ci hanno insegnato fino ad ora.

Paura di andare contro corrente, di vivere delle proprie passioni, paura di trovare un’alternativa ad una vita condizionata dai valori che la società ci impone.

Questo era il libro di cui avevo bisogno, in questo preciso momento della mia vita.

Per molti imprenditori, il libro che ha rivoluzionato la visione del sistema del lavoro è 4 ore alla settimana di Timothy Ferris.

Per me Sulla giusta strada è stata la rivoluzione del sistema del lavoro e di uno stile di vita che poche persone si accingono ad intraprendere.

Se stai pensando di cambiare vita e vuoi sentirti di nuovo libera, questo è il manuale cha fa per te!

Le istruzione della società

Penso che gli insegnanti di letteratura italiana dovrebbero far leggere ai ragazzi di quinta superiore questo libro, per farli riflettere e valutare con maggiore consapevolezza le decisioni da prendere nel corso della vita.

Dopo le superiori, infatti, moltissimi giovani non sanno cosa fare della loro vita e in molti si iscrivono all’università perché è quello che fanno quasi tutti.

Tu sei davvero sicura che l’università ti possa preparare per lo stile di vita che vuoi vivere?

“Stavo facendo tutto quello che mi avevano detto di fare e la mia vita mi faceva schifo. Perché? Era colpa mia? In cosa stavo sbagliando? Un giorno mi feci un’altra di quelle domande da cui non si può tornare indietro: “E se le istruzioni fossero sbagliate?”.

Come ho già accennato in un altro articolo (Perché non dovresti smettere di sognare la vita che vorresti), la società ci impone delle regole da rispettare e queste ultime, come sottolinea Francesco nel libro, sono uguali per tutti: università, lavoro, buono stipendio, comprare casa, sposarsi, fare figli, pensione.

Ovvio dirai tu. Se non vai all’università, non otterrai mai un buon lavoro e finché non avrai un lavoro stabile, non potrai farti una famiglia.

“Ma allora queste istruzioni per chi sono? Perché le hanno date uguali anche al mio vicino di casa e al mio compagno di banco. […] Io sono unico e irrepetibile.”

Il messaggio che Francesco vuole trasmettere è che c’è una vita migliore a cui puoi aspirare.

Una vita che tu stessa puoi creare come vuoi TU e che non deve essere uguale a quella degli altri.

Sei stanca di lavorare per un capo che non ti sa apprezzare?

E della vita di tutti i giorni?

Sappi che lamentarti non ti servirà a nulla.

Quello che ti aiuterà veramente sarà dire BASTA, uscire dalla gabbia e cercare un modo alternativo per vivere delle tue passioni.

I nuovi Ricchi

La prima volta che ho sentito parlare di questo concetto è stato quando ho letto il libro di Timothy Ferris “4 ore alla settimana“.

L’autore americano spiega che i nuovi ricchi non sono più quelle persone che hanno i miliardi in banca ma sono coloro che hanno tutte le risorse a loro disposizione per vivere in abbondanza. Ovvero tempo a disposizione per fare quello che vogliono e libertà per poter viaggiare e lavorare da qualsiasi parte del mondo.

Sono coloro che invece di passare tutta la vita lavorando in qualcosa che non li soddisfa, hanno deciso di rivoluzionare il sistema lavorativo attuale, piuttosto che godersi la vita a sessant’anni.

Anche Francesco sottolinea nel suo libro questo concetto.

“Essere ricchi non è possedere molto. Questo è un concetto molto vecchio, superficiale e di sicuro sopravvalutato.”

La ricchezza non sta più nell’avere i milioni in banca ma nell’avere la libertà di fare quello che ci appassiona.

I nomadi Digitali

Parlando con più di una persona mi sono resa conto che in Italia non è molto diffuso il nomadismo digitale, quando all’estero è uno stile di vita ambito da molti.

Ci sono addirittura eventi e congressi internazionali che permettono di fare networking, come il DNX Conference che si terrà il prossimo settembre a Lisbona.

In poche parole i nomadi digitali sono coloro che lavorano con un computer e una connessione internet.

Francesco nel suo libro li ha conosciuti facendo il giro del mondo e grazie ad un lavoro come programmatore freelance è riuscito a viaggiare parecchio.

“Il giro del mondo smette oggi di essere un viaggio, e diventa uno stile di vita.”

Viaggiare per ricercare la felicità?

Il viaggio è per molti un modo per cercare un qualcosa, dare un senso alla tua vita, trovare una illuminazione.

Sarà che quando si viaggia, ci si rende conto che la vita di tutti i giorni non è più sufficiente e che il mondo è lì fuori che ci aspetta.

C’è chi si prende un anno sabbatico per cercare la sua strada come ha fatto Francesca prima di aprire il suo blog Viaggiare da Soli, o chi si è licenziato per cercare la felicità facendo il giro del mondo senza aerei come ti racconta Claudio Pelizzeni in questa video intervista.

Ma la domanda che ti fa Francesco è questa: è davvero necessario andare dall’altra parte del mondo per ritrovare la strada giusta?

Lui per esempio ha imparato molto camminando la Traumpfad, ovvero il percorso dei sogni che collega Monaco di Baviera a Venezia.

“C’è qualcosa di profondamente simbolico e liberatorio nell’atto del camminare. E’ la rappresentazione perfetta dell’uomo che avanza lentamente verso la sua destinazione, sfidando le forze del mondo e affidandosi a nient’altro che a se stesso, alle proprie gambe e al proprio cuore.”

Questo perché non c’è bisogno di andare lontano per ritrovare se stessi. Anche solo nel fare un cammino da soli, puoi riscoprire te stessa.

La fortuna non esiste. Bisogna crearsela.

“Io non credo nella fortuna, anzi, trovo che sia un modo subdolo di sminuire le doti di una persona.”

Io sono della stessa idea. Mi hanno detto più volte che io sono stata fortunata per aver lavorato e vissuto in diversi paesi, come se quello che ho fatto fosse impossibile per una persona comune che vive in un paesino d’Italia.

“Sento spesso le persone lamentarsi che per loro il treno giusto non passa mai. “Mal lo stai aspettando in stazione, bagagli pronti?” mi viene da chiedere, “oppure sei in centro a passeggiare?”. I treni passano sempre nella vita, prima o poi. Bisogna saper distinguere quello giusto, ed essere pronti a salirci.”

La mia storia, così come quella di Francesco è la storia di moltissime persone comuni con l’unica differenza che noi eravamo pronti con i nostri bagagli a salire su quel treno.

Quello di cui hai bisogno è determinazione e coraggio. Non di fortuna.

“L’ignoto fa paura, e non è facile da accettare. Siamo tutti dotati di una grande inerzia di fronte ai cambiamento, e preferiamo spesso la comodità della routine alla turbolenza dell’insolito. Amiamo circondarci di cose, persone e abitudini che conosciamo bene, e tendiamo ad allontanare le grandi novità. “

Anche se è una frase scontata, lasciatelo dire di nuovo: la vita è una sola e bisogna viverla ora. Non aspettare i sessant’anni per fare tutto quello che hai rimandato. Se non vuoi cambiare è solo perché tu non lo vuoi veramente.

Sono sicura che il libro di Francesco Grandis ti aiuterà a mettere in discussione molte cose e a riflettere su quello che vuoi veramente.

Fallo. Leggilo e non te ne pentirai.

 

Per intraprendere il sogno di vivere viaggiando, ho creato Libertà per Viaggiare, un progetto attraverso il quale voglio mostrarti come guadagnare con un blog da qualsiasi parte del mondo.