Immaginati di lavorare in una spiaggia paradisiaca o in una città americana…

Immaginati di lavorare quando vuoi tu…

Immaginati ora la vita di un ragazzo che ha mollato un posto di lavoro fisso per poter realizzare il suo sogno: vivere viaggiando.

Il protagonista di oggi è Gianluca Orlandi, un nomada digitale, che lavora da ogni parte del mondo grazie al suo computer e una connessione internet.

In questa intervista, ti racconta il perché di questa scelta di vita, di come si mantiene viaggiando, dei suoi progetti e molto altro ancora.

Sei pronta per conoscerlo meglio?


Intervista a Gianluca Orlandi

1. Che lavoro facevi in Italia prima di decidere di partire per l’estero? Di cosa ti occupavi?

Prima di partire per le Canarie avevo un posto di lavoro fisso a tempo indeterminato in un’azienda metalmeccanica di Como, città in cui sono nato e cresciuto, e lavoravo come disegnatore e progettista meccanico.

 

2. Qual è stata la causa/motivazione principale che ti ha fatto prendere il tuo primo biglietto di sola andata?

Ho lavorato per quell’azienda per circa 5 anni prima di decidere di lasciare un posto di lavoro fisso (e il freddo del nord Italia) semplicemente per il fatto di voler fare nuove esperienze, sia personali che professionali, e volevo farle all’estero cercando di imparare una nuova lingua e aprendo i miei orizzonti a nuove culture e paesi.

Coltivavo il sogno di andare a vivere all’estero e ricominciare da zero una nuova vita in un paese dove non avevo nessun contatto, sentivo il bisogno di rimettermi in gioco e non mi vedevo tutta la vita nell’azienda in cui lavoravo, per cui era giunto il momento di prendere qualche rischio e uscire dalla mia zona di comfort per capire in quale direzione proseguire.

 

3. Come ti sei sentito quando hai lasciato il tuo lavoro e hai fatto i bagagli per partire?

Quando ho consegnato le dimissioni al mio capo mi tremavano le gambe e la voce! In fondo lasciavo il tanto agognato (in Italia) posto fisso per buttarmi alla ricerca di un’occupazione in un paese dove non parlavo la lingua e dove non avevo nessun tipo di contatto o esperienza precedente.

L’idea iniziale era infatti quella di lavorare nel settore della ristorazione o del turismo, perlomeno agli inizi, per imparare bene lo spagnolo e poi ambire ad un lavoro più qualificato.

 

4. Che aspettative avevi prima di partire?

Come detto in precedenza, il mio sogno era vivere all’estero e rimettermi in gioco in un nuovo paese, ho scelto Tenerife perché non ho mai amato il clima italiano, soprattutto durante i mesi invernali, e volevo imparare per bene lo spagnolo. Oltre a questo però, non avevo le idee ben chiare su cosa fare a livello lavorativo e col senno di poi, questo fu uno degli errori più grande della mia prima esperienza.

A livello personale fu un’esperienza importantissima, perché mi aiutò a capire in quale direzione proseguire, ma a livello professionale non fu molto fortunata, infatti a parte qualche lavoretto saltuario non riuscii a trovare un lavoro duraturo e decisi di tornare in Italia dopo poco meno di 5 mesi, per evitare di spendere tutti i miei risparmi, organizzarmi meglio e decidere come e dove proseguire.

 

5. Come hanno reagito i tuoi cari quando hai detto loro che saresti partito?

Come sempre quando comunico una delle mie decisioni: dandomi del pazzo! 🙂

Probabilmente all’inizio non avevano capito la mia scelta e non la condividevano, i miei genitori e moltissimi amici erano convinti che dovevo tenermi stretto il posto di lavoro a tempo indeterminato e continuare a lavorare in quell’azienda di Como per il resto della mia vita.

Questo è quello che fanno più o meno tutti, siamo cresciuti con la convinzione del posto fisso e di quanto sia difficile trovare un nuovo lavoro con la crisi di questi ultimi anni. A distanza di 8 anni posso dire di averci visto giusto ed essere felice di aver seguito il mio istinto, oltre che aver sempre deciso di testa mia nonostante le opinioni discordanti dei miei familiari.

 

6. In quanti Paesi hai vissuto fino ad ora? C’è un Paese in particolare che consideri “casa tua”?

Tra i paesi in cui mi sono fermato più tempo, Londra è stata senza dubbio l’esperienza più importante a livello professionale; dopo le Canarie avevo in mente di lavorare nel settore del web e migliorare il mio inglese, così decisi di investire i miei ultimi risparmi in un corso intensivo di Business English nella capitale del Regno Unito, e successivamente cercare un lavoro nel settore del web marketing.

All’inizio non fu semplice, ma poi dopo qualche mese di ricerca riuscii finalmente a trovare un internship in marketing online con una azienda dell’est di Londra che mi ha dato la possibilità di imparare diverse skills che utilizzo tutt’ora nel mio lavoro attuale. Dopo l’esperienza londinese durata quasi 2 anni, era il momento di fare un ulteriore passo in avanti: decisi di vendere gran parte degli oggetti che avevo accumulato nella mia vita e partire zaino in spalla con l’obiettivo di vivere e viaggiare come nomade digitale, lavorando online a progetti personali e cambiando paese ogni volta che ne sentivo il bisogno.

Per farlo ho unito le mie passioni agli insegnamenti acquisiti a Londra, e un po’ di sana follia ovviamente 😉

Tra i paesi in cui ho vissuto più a lungo in questi ultimi anni come nomade, il Messico (in totale circa 8 mesi) che mi è rimasto particolarmente nel cuore, la Thailandia (6 mesi) e la Colombia dove mi trovo attualmente, in cui ho vissuto 10 mesi tra il 2015 e il 2016 e dove mi fermerò ancora per 3 mesi fino alla fine di Maggio.

 

7. Com’è nata l’idea di creare diversi blogs?

E’ nata dalle mie passioni di viaggiare e condividere le mie esperienze online, dalla mia curiosità e dalla voglia di creare risorse utili per i miei lettori. All’inizio l’idea principale era solamente questa.

Poi con il passare del tempo ho cominciato a mettere in pratica l’esperienza lavorativa acquisita a Londra e sono riuscito a monetizzare le idee che mi giravano nella testa, grazie alle nozioni di SEO e affiliate marketing che ho imparato durante il mio lavoro in UK.

Non è stato semplice e tutt’ora sento che ci sono ancora molti margini di miglioramento, ma sono partito da una passione e grazie alla mia curiosità e alla voglia di spingermi oltre e capire dove potevo arrivare, sono riuscito a raggiungere i miei obiettivi. Oltre al lato pratico, un insegnamento importantissimo che mi ha dato Londra è stato quello di essere più intraprendente e provare a fare una cosa piuttosto che rimanere con il dubbio, e devo dare gran parte del merito al mio ex capo londinese che a soli 22 anni apriva la sua prima compagnia.

 

8. Come riesci a gestirli e a mantenerli tutti quanti? Hai un team che ti aiuta?

Per i blog in italiano generalmente faccio tutto io, anche se a volte mi faccio aiutare per piccole task di grafica, creazione di video o redazione dei contenuti, soprattutto quando sono in viaggio.

I miei due siti Trasferirsi a Londra e Viaggiare Gratis ad esempio sono nati per condividere rispettivamente la mia esperienza di vita a Londra e i miei viaggi in giro per il mondo, per cui ogni post (escluse ovviamente le interviste) riflette esperienze, recensioni di siti web ed esperienze di viaggio e vita vissute in prima persona.

Anche il sito Bagaglio a mano è nato per rispondere ad una specifica necessità che ho avuto nel corso di questi anni, infatti dal 2013 viaggio con un solo bagaglio a mano da 10kg e ho deciso di aprire questo sito per condividere la mia esperienza e per aiutare le persone che vogliono diventare minimaliste e viaggiare più leggere 🙂

Per quanto riguarda il portale Cambiare Vita invece, ho raccolto diverse interviste e dati su varie città nel mondo (al momento sono circa 150 ma ne ho altre 50 da inserire nelle prossime settimane, appena trovo il tempo!) con un sondaggio a cui hanno risposto persone che vivono o hanno vissuto nelle rispettive città.

Ho aperto da poco anche un blog in spagnolo Equipaje de mano dove sto traducendo tutti i miei articoli di viaggio già presenti in italiano, ma in questo caso mi sta aiutando la mia ragazza colombiana che da circa 6 mesi ha lasciato il suo lavoro per dedicarsi a questo progetto.

In generale ritengo che la qualità di ogni sito e degli articoli è molto importante per cui curo personalmente e revisiono i testi prima della pubblicazione e gestisco personalmente anche le pagine social di ogni sito.

Lo so, sembra un lavoraccio ma per me che sono appassionato a tutto quello che faccio, e oltretutto amo viaggiare e quindi conosco abbastanza bene gli argomenti che tratto nei blog, riesco a “lavorare” con più serenità e tutto quello che faccio non mi pesa assolutamente, anzi sono sempre alla ricerca di nuove idee e progetti per cercare di far crescere il mio business online.

 

9. Hai anche scritto e pubblicato degli ebook. Quale e-book ti è piaciuto scrivere di più e perché?

Senza dubbio Trasferirsi a Londra, proprio perché è stato il primo e l’ho scritto e pubblicato interamente durante il mio primo viaggio in Messico, avevo un budget inferiore agli 800€ per circa 2 mesi di viaggio e dovevo inventarmi qualcosa per guadagnare qualcosina e poter proseguire senza problemi la mia avventura messicana.

Anche Nomadi Digitali perché è stata la prima pubblicazione sotto forma di ebook/libro in Italia sull’argomento e ho condiviso diversi aspetti di uno stile di vita differente che ho intrapreso negli ultimi anni e che mi sta regalando tante soddisfazioni.

E indovina dove l’ho scritto e pubblicato?

Sì, di nuovo in Messico! Circa 12 mesi dopo il primo ero di nuovo a Playa del Carmen, dove mi sono fermato 4 mesi, e ho avuto la tranquillità e l’ispirazione per creare il manuale 🙂

10. Quando hai capito che potevi vivere grazie ai tuoi progetti? Quanto ci hai messo prima di guadagnare qualcosa?

Come tutti i progetti online non è stato facile guadagnare con i blog e gli ebook all’inizio. Tutt’ora gli ebook rivestono solo una parte dei miei guadagni, nonostante ne abbia scritti tre e mi piacerebbe cominciare a scrivere il quarto nei prossimi mesi. Devo ancora decidere su quale argomento, ma ho diverse idee che come sempre mi girano per la testa!

Diciamo che ci è voluto più di un anno per capire come monetizzare e cominciare a guadagnare abbastanza, ad un certo punto avevo almeno 10 siti web su argomenti differenti e ovviamente era impossibile per me gestirli tutti quanti. Così ho deciso di concentrarmi solamente sugli argomenti di cui sono più appassionato e devo dire che come strategia ha funzionato!

Come dicevo in precedenza, la qualità di un sito dev’essere eccellente, per cui scrivere di argomenti che non conoscevo solamente per guadagnare, non era la miglior strategia e mi faceva perdere troppo tempo solamente nella ricerca di argomenti e scrittura di testi.

 

11. Hai mai avuto paura di viaggiare da solo? Hai mai sofferto di solitudine?

Paura no, più che altro a volte ho sofferto di solitudine perché mi mancava un pranzo con i miei o una birra con gli amici, ma viaggiando in solitaria a volte è più facile conoscere gente e stringere amicizie in giro per il mondo, così che bastava andare in un bar a bere una birra per cominciare a parlare con qualcuno, o frequentare eventi tipo Couchsurfing o Meetup per conoscere gente.

 

12. Torni spesso in Italia per vedere la tua famiglia e i tuoi amici?

Almeno una volta all’anno vado in Italia e mi fermo 1 mese circa, poi dipende anche dove mi trovo, negli ultimi anni essendo in Messico/Colombia è stato più difficile tornare in Italia, ma di recente mi sono fermato a salutare famiglia e amici durante il mese di Novembre prima di andare in Asia, e nel mese di Febbraio di ritorno dal viaggio tra Thailandia, Singapore, Vietnam, Taiwan e Hong Kong.

 

13. Hai mai sentito la necessità di doverti fermare e di ritornare in Italia?

Di fermarmi si, di tornare in Italia no 🙂

A volte sento il bisogno di fare una pausa e fermarmi in una sola città. Ad esempio negli ultimi mesi ho viaggiato molto, cambiando 7 paesi solamente tra Gennaio e Febbraio e trascurando un po’ i miei progetti online, per cui ho deciso di fermarmi in Colombia per ben 3 mesi!

Spero di riuscirci, senza farmi tentare da altri viaggi nel frattempo perché ho già adocchiato qualche buona offerta di voli 😀

A parte gli scherzi, ho imparato in questi ultimi anni che viaggiare full time non è possibile e alla lunga è stancante, si perde l’emozione di visitare un luogo per cui una pausa ogni tanto non può fare che bene.

 

14. Che bagaglio usi e cosa porti sempre con te?

Dal 2013 ho acquistato questo zaino di Cabin Max e viaggio sempre con un solo bagaglio a mano di 10kg, è perfetto per non dover acquistare costosi bagagli in stiva soprattutto con le compagnie aeree low cost, evitare la perdita o il furto del bagaglio ed essere più minimalista.

Portiamo sempre con noi diversi oggetti e vestiti che puntualmente non vengono usati durante il viaggio, per cui facendo questa scelta non solo viaggio più leggero, ma evito di acquistare e portare con me cose che non utilizzerei.

Avevo scritto qualche tempo fa questo articolo dove ho elencato la mia packing list, che bene o male è sempre la stessa, anche se dovrei aggiornarla: nel frattempo ho lasciato per strada l’iPhone 4 per sostituirlo con il 5 e utilizzarlo soprattutto come macchina fotografica (eliminando quella della Sony), e ho guadagnato spazio per aggiungere due maglioni per poter affrontare e viaggiare anche in paesi generalmente più freddi di quelli che mi piace visitare.

 

15. Potresti raccontarci un aneddoto di un tuo viaggio?

Dovrei scriverci un libro mi sa! 🙂

Tra quelli più curiosi, quando sempre durante il mio primo viaggio in Messico ho conosciuto una ragazza che mi ha invitato pochi giorni dopo al matrimonio di due suoi amici, ho quindi fatto una deviazione al mio itinerario e sono finito in un paesino di cui non ricordo il nome a circa 1 ora da Città del Messico a festeggiare insieme a sconosciuti fino a tarda sera con tequila, musica e tacos secondo la tradizione messicana!

Ecco perché il Messico è uno dei paesi che più amo e dove mi piacerebbe fermarmi fra qualche anno, è stato il mio primo viaggio in solitaria in un paese che tutti pensano come “pericoloso” e sono successe tantissime cose che mi hanno fatto innamorare di quella nazione e della sua gente.

 

16. Come si struttura la tua giornata tipo?

Dipende se sono in viaggio oppure se mi fermo per diversi mesi in una sola città. Solitamente se mi trovo in una città che non conosco dedico mezza giornata durante la mattinata al lavoro, poi pranzo ed eventuali escursioni alla scoperta della città in cui mi trovo, ma se invece sono in una città che già ho visitato dedico ovviamente più ore al mio “lavoro”.

 

17. Quante ore dedichi al tuo lavoro?

Anche in questo caso, dipende!

Ho scritto “lavoro” tra virgolette perché preferisco definirlo una passione, piuttosto che un lavoro. E quando si riesce ad amare quello che si fa, svegliarsi ogni giorno è senza dubbio più piacevole 🙂

Ci sono giornate in cui sto attaccato al computer tutto il giorno e altre invece in cui lavoro solamente di mattino/pomeriggio/sera/notte, a seconda dell’ispirazione e appunto degli impegni di ogni giornata.

Il vantaggio di avere una professione del genere è proprio quella di essere totalmente libero di gestirmi le giornate come voglio; non amo la routine e anzi credo sia più produttivo seguire le proprie necessità piuttosto che avere una tabella di marcia ogni giorno da seguire.

 

18. Come concili il lavoro e i viaggi?

Durante ogni viaggio so che non devo trascurare i miei siti, per cui solitamente dedico i primi giorni ad esplorare il posto in cui mi trovo e pian piano trovo la giusta concentrazione per dedicarmi ai miei progetti.

Viaggiare come nomade digitale è anche questo e riuscire a conciliare le due cose non è facile, ma con un po’ di allenamento e disciplina si possono fare entrambe le cose!

 

19. Segui altri blogs? 

Non molti a dir la verità, ma tra siti, magazine e blog che leggo e seguo su Facebook ci sono:

Voglio vivere così di Alessandro Castagna

● Too happy to be Homesick di Elizabeth

Mondo Aeroporto

Nomadic Notes

My social web di Riccardo Esposito

Millionaire

E forse qualcun’ altro che ora mi sfugge!

 

20. Quali sono i tuoi libri preferiti?

L’ultimo che ho letto in ordine di tempo è stato Sulla strada giusta di Francesco Grandis che consiglio a tutte le persone che vogliono cambiare la propria vita e magari viaggiare di più e non sanno da che parte iniziare.

 

21. C’è un paese che non hai ancora visto e che vorresti visitare prima che sia troppo tardi?

Tra quelli che voglio assolutamente vedere nei prossimi mesi ci sono Argentina, Uruguay e Brasile, che sto pensando di visitare entro la fine di quest’anno o al più tardi nel 2018… con calma arriverò anche da quelle parti! 😀


Ti ha ispirato la storia di Gianluca?

Vorresti diventare anche tu una nomada digitale? 🙂

Per intraprendere il sogno di vivere viaggiando, ho creato Libertà per Viaggiare, un progetto attraverso il quale voglio mostrarti come guadagnare con un blog da qualsiasi parte del mondo.