Era da un po’ che seguivo il viaggio di Klaudia e Giovanni di Vivere Viaggiando e dopo vari tentativi, sono riuscita finalmente ad intervistarli 🙂

Ormai è da più di anno che hanno lasciato l’Italia per fare il giro del mondo e a differenza di molti scettici che pensano che questo stile di vita sia solo per pochi fortunati, loro continuano a dimostrare che vivere viaggiando non è un’utopia.

Anzi, Giovanni ha mollato la sua attività che andava molto bene per partire con Klaudia ed ora viaggiano grazie ai risparmi messi da parte e alle collaborazioni ottenute con Instagram.

Se vuoi sapere come hanno fatto ad organizzarsi, a guadagnare viaggiando e a dormire gratuitamente in hotel di lusso, continua a leggere 🙂

Come organizzare un gran viaggio

1. Quando è nata l’idea di mollare tutto e di partire per fare il giro del mondo?

L’idea è nata principalmente dalla passione di entrambi per il viaggio ed il poco tempo a disposizione per poterli fare. Giovanni con la sua impegnativa attività imprenditoriale mentre io, tra gli studi e gli impegni universitari, negli ultimi anni eravamo riusciti a concederci al massimo un weekend in Puglia. Per cui la nostra routine e quotidianità stava cominciando piano piano a logorarci. Da qui è nata l’idea di mettere da parte più soldi possibili e partire “verso l’ignoto”. Tante idee in testa, dei risparmi, un progetto legato al web e la voglia di viaggiare…niente di più.

2. Quanto tempo è passato dall’idea di intraprendere questo viaggio al comprare un biglietto di sola andata?

All’incirca un anno e mezzo e l’ostacolo più grosso è stato quello per Giovanni di chiudere la propria attività.
Avendo in gestione un supermercato di catena, con dietro dei contratti da rispettare, purtroppo non è stato proprio semplice e veloce chiudere ma ormai la decisione era stata presa. Nonostante tutti i ritardi e le complicazione che sono venute fuori grazie alla formidabile burocrazia italiana, ad inizio estate 2016 era finalmente libero da impegni e noi pronti per partire.

3. Come vi siete preparati prima della partenza?

Prima della partenza in realtà non ci siamo preparati più di tanto, nel senso che non avevamo pianificato un’itinerario e l’idea era solo quella di partire verso il sud-est asiatico, essendo un continente molto economico e quindi perfetto per il nostro budget. A parte i documenti, lo stretto necessario ed una buona assicurazione di viaggio siamo partiti senza nessun programma da seguire se non rispettare il budget che ci eravamo prefissati.

4. Avete iniziato a risparmiare prima di partire? Posso chiedervi con quale budget siete partiti?

Assolutamente si, quella dei soldi è stata la prima cosa di cui ci siamo preoccupati perché, anche se viaggiare può essere davvero economico, mollare il lavoro e partire senza una base economica di partenza difficilmente ti potrà far arrivare lontano.

Abbiamo incominciato a risparmiare dal preciso momento in cui è nata l’idea e seppur consapevoli che non ci sarebbero serviti chissà quanti soldi, abbiamo cercato di farlo su tutto e sin da subito. Inizialmente avevamo preventivato un spesa giornaliera di 20€ a testa per tutto (trasporti, cibo, alloggi, extra, visti, imprevisti ecc…) che ci sarebbe dovuta bastare per circa un anno e mezzo di autonomia. Ora che siamo al diciassettesimo mese di viaggio abbiamo speso meno di 13.000€ in totale, con una spesa giornaliera a testa che è scesa sotto i 12,50€ e continua a calare di mese in mese.

Klaudia e Giovanni di Vivere Viaggiando

5. Come hanno reagito le persone intorno a voi? Vi hanno incoraggiati?

I famigliari ci hanno sostenuto ed incoraggiato sin da subito. Ovviamente ci sono i timori e le preoccupazioni, ma entrambi i nostri genitori hanno sempre viaggiato molto per cui continuano a sostenere le nostre scelte di vita.

Nell’ambito lavorativo di Giovanni invece molti non hanno proprio concepito il fatto che chiudesse un’attività che andava bene per partire senza aver nessuna certezza sul futuro, ma del resto c’era da aspettarselo perchè è una mentalità che in Italia accomuna molte persone, ovvero quella di mettere sempre davanti a tutto la sicurezza economica ed il lavoro.

6. Giovanni, so che prima di partire eri il titolare di un supermercato da molti anni. Cosa diresti a quelle persone che non partono per paura di lasciare un lavoro sicuro?

L’unica cosa che mi sento di dire è che i soldi ed il lavoro non sono per sempre, nella vita vanno e vengono in continuazione, mentre il tempo passa e non aspetta niente e nessuno. Se avete il desiderio di fare un’esperienza simile alla nostra non aspettate, non rimandate e soprattutto non fermatevi davanti ai “se” o ai “ma”, altrimenti non partirete mai.

Nella vita bisogna anche rischiare ogni tanto altrimenti se sperate in un cambiamento senza cambiare nulla della vostra quotidianità, sappiate che tra 20 anni probabilmente sarete ancora al punto di partenza.

La vostra felicità potrebbe dipendere proprio da questa scelta, ed io credo che rischiare per qualcosa di così grande ed importante ne valga sempre la pena a prescindere da tutto.

Come viaggiare spendendo poco

7. Avete mai fatto un lungo viaggio prima?

Quando ancora non ci conoscevamo sì, ma di certo non lunghi come questo ed in altri contesti dato che prima d’ora non eravamo mai stati fuori dall’Europa. Da otto anni a questa parte il viaggio di coppia più lungo che ci siamo potuti concedere sono stati 4 giorni in Puglia tra Peschici, Vieste e le isole Tremiti. Niente a che vedere con l’esperienza che stiamo vivendo ora e che oltre ad aver rafforzato i nostro rapporto è stata pure una bella prova di convivenza.

8. É vero che per risparmiare viaggiando bisogna rinunciare al comfort?

In parte sicuramente è vero. Quella è la soluzione più semplice ed immediata per spendere meno. Stare in guesthouse, spostarsi con bus notturni, mangiare street food sono tutte cose che inevitabilmente ti fanno rinunciare a qualche comfort ma ti permettono anche di risparmiare durante il viaggio.

E’ anche vero però che, se si sanno cercare le offerte sul web di trasporti, alloggi e ristoranti e cogliere le varie opportunità che si trovano lungo il viaggio, è facile risparmiare senza dover rinunciare a nulla. Poi c’è da dire che ognuno di noi ha i suoi standard qualitativi per cui, quello che per me può essere considerato un comfort a cui posso rinunciare, magari per un altro è l’essenziale per cui è difficile dare una risposta precisa. Sicuramente l’adattabilità è la chiave per riuscire a risparmiare.

9. Dopo il Sud-est asiatico, dove andrete?

Per il momento non lo sappiamo e neanche ci pensiamo dato che non sapremo con certezza neanche dove saremo tra 2-3 mesi. Ancora ci sono diversi paesi che vorremo visitare qua in Asia, come la Birmania, l’Indonesia e le Filippine. Se dovessimo decidere ora di lasciare il continente asiatico sicuramente le prossime mete sarebbero gli stati del sud-
america.

10. Che attrezzature usate per lavorare?

Per le foto e riprese utilizziamo una Sony A7S con obbiettivo 15-35mm Zeiss, una Sony RX10II ed una Gopro Hero4 Silver. Per stabilizzare le riprese abbbiamo una Glidecam HD2000 e poi ovviamente ci sono tutti i vari accessori e microfoni per le camere.

Per quanto riguarda l’editing e la post produzione sfruttiamo il nostro Mac Book Air mentre per tutta la parte gestionale dei vari social, sia nostri che dei clienti, abbiamo un iPad mini e due iPhone.

Klaudia e Giovanni di Vivere Viaggiando

11. Con quante cose viaggiate?

Abbiamo due zainetti dove teniamo l’attrezzatura fotografica e tutto l’essenziale per quando siamo in giro, mentre tutto il resto sta in due zaini da trekking abbastanza capienti (55LT e 65LT).

Alla fine viaggiamo con molto peso dato che siamo sui 17Kg per me e gli oltre 20Kg per Giovanni, ma del resto ci spostiamo molto lentamente per cui portarsi il peso sulle spalle per qualche ora, una volta alla settimana al massimo, non è di certo un problema. Se fossimo di quelli che visitano 2-3 città alla settimana probabilmente viaggeremmo molto più leggeri.

 

12. Avete mai avuto paura che vi rubassero?

Il timore c’è sempre quando si è in giro e non solo in paesi poveri ma ovunque. Siamo sempre stati cauti e prudenti nel non trascurare mai le nostre cose. L’importante è non mettere troppo in mostra l’attrezzatura fotografica quando si è in giro e lucchettare a dovere qualsiasi cosa ogni volta che la si lascia incustodita, come ad esempio nei dormitori.

13. Il posto più bello dove avete dormito? E il posto più “scomodo”?

Il posto più bello è stato un resort a Da Nang, il Maia Fusion, dove siamo stati ospitati durante un lavoro fotografico e ci hanno riservato una suite con piscina privata. A pagamento invece è stato a Siem Reap dove abbiamo trovato una camera doppia in hotel a 3 stelle con piscina per soli 6€.

I posti peggiori se la giocano una stanza doppia nei pressi di Lumbini in Nepal con un’altra ad Agra in India. La prima aveva il bagno senza porte che comunicava con la camera e tutta la notte si sentiva una puzza terribile di fogna che veniva su dal wc, mentre la seconda era probabilmente la stanza più lurida che avessimo mai visto prima. In entrambi i casi non siamo rusciti a trovar di meglio per la tarda ora in cui siamo arrivati in città per cui ci siamo accontentati passando due notti da incubo.

Come collaborare con hotel di lusso

14. Perché avete deciso di aprire il blog vivereviaggiando.net?

Inizialmente l’idea era quella che hanno un po’ tutti prima di fare un’esperienza del genere, ovvero aprire un blog e raccontare del proprio viaggio e delle proprie esperienze. In realtà dopo non molto ci siamo resi conto che la scrittura non è il mezzo con il quale riusciamo meglio a comunicare, per cui abbiamo deciso di sfruttare il blog più come una vetrina per le nostre foto/video ed i vari servizi che offriamo ad aziende e privati legati ai social network.

15. Considerando che ora lavorate principalmente con Instagram, riuscite ad ottenere dei benefici con il blog?

Il beneficio del blog non deriva dal fatto di avere degli articoli che vengono molto letti ma piuttosto dal fatto che sul sito è possibile vedere tutto ciò che facciamo e cosa offriamo. C’è scritto chi siamo e cosa facciamo, il nostro portfolio di foto dedicato agli hotel, i nostri video di viaggio ed aziendali, i vari servizi di gestione e consulenza che proponiamo per Instagram. Inoltre stiamo lavorando per ampliare la varietà di servizi che offriremo, nello specifico alle strutture ricettive ed agenzie turistiche per quanto riguarda anche altri social network al di fuori di Instagram.

16. All’inizio siete partiti facendo volontariato ed ora collaborate con hotel di lusso. Avete voglia di raccontare come si è evoluta la vostra carriera professionale viaggiando?

Quella del volontariato è stata un’esperienza che volevamo provare sin da subito ed infatti in meno di un mese dalla partenza eravamo in una scuola della periferia di Kathmandu per insegnare inglese ai bambini. Un’esperienza bellissima che ci ha dato tanto e che non è detto che in futuro non rifaremo, quando saremo meglio organizzati con tutto il lavoro.

Per quanto riguarda gli hotel di lusso, è stata una cosa molto legata ad Instagram e che si è evoluta solo durante la seconda parte del viaggio. Inizialmente infatti l’idea era quella di investire maggiormente sugli enti del turismo ed i tour operator.
La scelta di puntare solo ad hotel di fascia alta è dovuta al fatto che hanno molto più budget da investire in marketing e promozione rispetto a guesthouse ed ostelli, e dal momento che il nostro obbiettivo finale era riuscire non tanto ad aver alloggio gratuito per qualche notte ma piuttosto di vendergli le nostre foto e video, direi che si è rivelata la scelta vincente dato che ci siamo riusciti già diverse volte. Ora addirittura veniamo contattati direttamente dalle strutture stesse.

17. Avete fatto dei corsi per poter imparare a gestire i socials e il blog? Che corsi
consigliate?

Per quanto riguarda Instagram abbiamo seguito diversi corsi, investito tempo e denaro proprio perché riteniamo che al momento sia il social network su quale investire maggiormente, soprattutto per chi viaggia molto come noi. I corsi che consigliamo sono quelli di Dario Vignali (Instagram on fire e Instadvanced), ma ricordatevi sempre che sono solo dei mezzi che vi possono dare un aiuto all’inizio. Se volete fare la differenza vi servirà comunque tanto tempo e duro lavoro.

Per quanto riguarda Facebook, fino a poco tempo fa gestivamo solo la pagina Facebook legata al nostro viaggio, mentre nelle ultime settimane abbiamo preso in gestione le pagine Facebook di un paio di agenzie di viaggio e stiamo cominciando ad avere degli ottimi risultati dato che, oltre al compenso per la gestione, stanno entrando le prime commissioni sui vari pacchetti venduti grazie al nostro lavoro.

Per il blog invece è solo Giovanni che se ne occupa e che ogni 6 mesi circa cambia interamente la grafica del sito e qui, a differenza di Instagram, si è sempre affidato alle tantissime risorse gratuite e tutorial che ormai si trovano ovunque sul web.

Klaudia e Giovanni di Vivere Viaggiando

18. Oramai Instagram è un social importante per poter ottenere collaborazioni e nuove opportunità. Avete qualche consiglio da dare a coloro che aspirano a vivere viaggiando grazie ad Instagram?

Instagram è un’ottimo strumento che dà grandi opportunità se usato nel modo giusto, per cui un consiglio che può sembrare banale è quello di capire bene come investire il proprio tempo nella maniera giusta. Bisogna pensare agli obiettivi che si vogliono raggiungere e ad una precisa nicchia di riferimento in cui riuscire ad affermarsi con dei contenuti di qualità, magari dando un taglio particolare o caratteristico alle foto per potersi distinguere dagli altri ed aver maggiori possibilità di emergere. Partire senza aver le idee chiare sia sul progetto che sugli obbiettivi si rivelerà solo una gran perdita di tempo e di risorse.

19. Rispetto alle collaborazioni con gli hotel, di solito contattate voi con loro o sono loro che vi trovano grazie ai socials?

Inizialmente siamo stati noi a contattarli, sia per tastare il terreno che per capire come muoverci; una volta ottenute le prime collaborazioni, è stato più facile in quanto il portfolio clienti era sempre più vasto e avevamo a disposizione maggiori contenuti da poter offrire alle strutture alberghiere. Sicuramente serve un’ po’ di tempo per vedere i risultati ed affermarsi, ma se si riesce ad offrire materiale di qualità e si lavora seriamente le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare. Infatti, a differenza dei primi tempi, ora sono le strutture stesse che ci contattano per promuovere i loro business sui nostri canali social.

20. Come riuscite a conciliare il viaggio e il vostro lavoro?

Il bello di questo lavoro è proprio quello di poter decidere a pieno come gestirlo, per cui anche se è più impegnativo di quanto possa sembrare, siamo ben contenti di dedicare tanto tempo ai social in quanto non solo ci permettono di avere delle entrate per prolungare il viaggio ma ci permettono anche di condividere le nostre esperienze e dare consigli a chi ci segue.
Ormai siamo ben avviati e sappiamo come gestirci al meglio, per cui al viaggio non toglie nulla, anzi ci permette di alimentarlo e tenerci sempre attivi ed impegnati in vari e stimolanti progetti.

21. Come vi organizzate col lavoro? Per esempio, chi contatta gli hotel, chi fa le
foto?

I contatti con i clienti vengono tenuti da Klaudia, soprattutto se sono in Inglese; per quanto riguarda la produzione del materiale multimediale è un lavoro di squadra in quanto insieme allestiamo i set per le foto/video e spesso e volentieri gli alberghi richiedono la presenza di una figura femminile occidentale come soggetto su cui basare l’esperienza. Invece il videomaker e fotografo ufficiale è assolutamente Giovanni. In realtà sebbene entrambi abbiamo dei ruoli ben precisi, cerchiamo sempre di migliorarci ed imparare dall’altro per diventare autonomi e preparati su ogni aspetto del nostro lavoro.

22. Lavorare e viaggiare per lunghi periodi in coppia non è sempre facile. Qual è il vostro segreto per mantenere viva la relazione?

Per ovvi motivi passiamo una quantità di tempo elevata a stretto contatto. L’importante è ricavarsi degli spazi da dedicare anche alle proprie passioni e ritagliarsi dei momenti di solitudine in cui staccare del tutto e godersi parte del viaggio con leggerezza ed entusiasmo. Onestamente viaggi così lunghi non sono sempre facili anche per questioni di forza maggiore e vicissitudini legate al viaggio stesso, ma il vero segreto è avere tanta pazienza e rispetto nei confronti del partner ed affrontare tutto in maniera positiva e con un velo d’ironia.

 


Ti è stata d’aiuto questa intervista? Vorresti fare altre domande a Klaudia e Giovanni di Vivere Viaggiando?

Se ti è piaciuta, lascia un commento e condividila sui socials, così facendo ci potrai aiutare a diffondere i nostri progetti. Grazie!!

P.S. Chi vorresti che fosse il protagonista della prossima video intervista di #Vivere Viaggiando? Scrivimi e fammelo sapere! Farò di tutto per intervistarlo per te 🙂

Per intraprendere il sogno di vivere viaggiando, ho creato Libertà per Viaggiare, un progetto attraverso il quale voglio mostrarti come ottenere nuove opportunità e dei guadagni extra con il tuo blog.